T^^
J^
SCELTA
DI
CURIOSITÀ LETTERARIE
INEDITE 0 RARE
DAL SECOLO XIII AL XI\
Dispensa XIX.
Di questa SCELTA usciranno otto o dieci vo-
lumetti all'anno : la tiratura di essi verrà ese-
guita in numero non maggiore di esemplari
202 : il prezzo sarà uniformato al num. dei
fogli di ciascheduna dispensa , e alla quantità
degli esemplari tirati: sesto, carta e caratteri,
uguali al presente fascicolo.
Gaetano RomagiKili.
OPUSCOLI GIÀ PUBBLICATI
Novelle d' incerti Autori del Secolo XIV.
Edizione di 102 esemplari per ordine nu-
merati: di Pag. 100. — Fr. 3.
Lezione di Maestro Bartolino dal Canto
de' Bischeri ec. Edizione eseguita sulle due
Fiorentine del Secolo XVI: se ne sono ti-
rati soli 30 esemplari progressivamente nu-
merati: di Pag. 96 (esaurito).
Martirio d'una Fanciulla Faentina, nar-
ralo per Frate Filippo da Siena nel Seco-
lo XIV. Edizione di soli 52 esemplari per
ordine numerati: di Pag. 16 (esaurito).
Due Novelle Morali d'Autore Anonimo del
Secolo XIV. Edizione di soli 52 esemplari
per ordine numerati: di Pag. 2i — Fran-
chi 1. 50 (esaurito).
Vita di Francesco Petrarca scritta da
incerto trecentista. Ediz. di 202 esem-
plari per ordine numerati: di Pas. 24 —
Fr. 1. 25.
Storia di una Fanciulla tradita da un suo
amante , di messer Simone Forestani
da Siena. Edizione di 202 esemplari ordi-
natamente numerati di Pae. 4-8. — Franchi
1. 75.
La Mula, la Chiave e Madrigali satirici
del Doni Fiorentino. Edizione di 202 e-
semplari ordinatamente numerali di Pa». 40.
— Fr. 1. 50.
'•^ Griselda
IL
m DI SiLUZZO
E LA
GRISELDA
NOVELLA IN OTTAVE
DEI SECOLO XV.
BOLOGNA
Presso Gaetano Romagnoli
1862
Edizione di soli 202 esemplari
ordinatamente numerati
N. 98
TIPI DEL PROGRESSO.
AYVfiRTGIVZii.
La Griselda, ultima per disposi-
zione di ordine materiale fra le No-
velle del Boccaccio , è senza dubbio
delle prime per venustà, per nobil-
tà, per leggiadria, per eloquenza e
per r importanza dell' argomento. Di
fatto la Griselda non solamente fu
tradotta in quasi tutte le lingue d'Eu-
ropa, ma essa prestò materia per
Drammi, per Commedie, per Tra-
gedie e per Poemetti di vario me-
tro. Al Petrarca stesso gradì in for-
ma, che piacquesi voltarla in lati-
no. Or chi amasse avere notizie
amplissime intorno alla moltiplicità
de' componimenti , ne' quali si trattò
delle avventure della Griselda , veg-
ga neir Istoria del Decameron di
Domenico Maria Manni; Firenze \ 742
ove potrà appagare la sua curiosità.
Fra i diversi componimenti dunque,
ne' quali il soggetto della Griselda
fu ridotto in rima, uno de'più sin-
golari è questo che io vi presento,
scritto in ottave da Anonimo del
secolo XV. Il Manni alla pag. 621
e seguenti della predetta Istoria del
Decamerone , ne inserì 24 stanze .
non potendo darcene altre, perchè il
codice, donde le trasse, più non
ne aveva. Supplì al difetto l' editore
dell' Appendice all' Illustrazione i-
storica del Decameron del Boccac-
cio, il quale, conforme un codice
ms. di compiuta lezione , riprodusse
per intero il poemetto. Secondo que-
sta stampa dunque io la do fuori
fedelmente, alla quale, per viepiù
impreziosire questo volumetto, ag-
giungo una Canzone inedita attri-
buita a Dante , tratta da un codice
della Biblioteca della Regia Univer-
sità Bolognese, segnato N. 1739,
fiducioso di far cosa grata a' signo-
ri associati di questa Scelta.
liAETANO ROMAGNOLI
LA GRISELDA
Eccelse Dive, e graziose suore
Le quali il sacro fonte par che bagni ,
Da cui ne spira un soave vigore
Nei cori generosi , invitti e magni :
Di tutte invoco 1' aiuto e '1 valore ,
E prego che ciascuna m' accompagni ,
E per mia duce infra voi tutte i' scelsi
Polinnia col suo stile e accenti eccelsi.
Dunque , Polinnia , i tuoi lucidi raggi
Refulgi nel mio petto, e lo riscalda
Qual negli antecessor famosi e saggi
Trovo d' alcun che ti venera e laida,
Sì che dell' opra mia tal pregio i' n' aggi .
Che descrivendo, e quella non stia salda.
Anco estimato sia la rima e '1 verso
E divulgata in tutto 1' universo.
8
Siccome degna di laude e d' onore
Quant' opra che di donna oggi si trova,
Sì per le donne, e sì per lo autore,
Abbenchè in prosa ancora , al secol nuova
Sarà in versi , e d' un altro sapore :
Ma non si metta nessuno a tal prova
Della sua donna , che forse fra tante
Nessuna non sarebbe sì costante
Qual fu Griselda tanto paziente ,
Di senno e d' umiltà lucido specchio ,
Come nei versi miei distintamente
Comprenderà chi vi porrà V orecchio ,
Talché qualunque sia d'alma eccellente,
0 uomo 0 donna sia, giovane 0 vecchio.
Non credo sia, gustando lo tenore
Che non intenerisca per suo amore.
Or per venire alla conclusione
E dare a tal principio degno effetto,
E per trar d' ozio infinite persone
Le qual prendon del verso gran diletto ,
Avendo già a mia consolazione
Nel Supplemento (1) tal istoria letto,
E parendomi^degna a celebrarla
In versi mi disposi e volsi farla.
E per quanto ne mostra qui l'autore,
Sebben la mente e l' intelletto aguzzo ,
Fu è gran tempo un giovane signore
Marchese intra Marchesi di Saluzzo
II qual viveva senza emulo al core,
E di tor donna gli veniva puzzo :
Tenea gran corte e vita magna in festa
Cacciando e uccellando alla foresta.
Della qual cosa a tutte quante 1' ore
Gli sudditi, gli amici, e i suoi parenti
Nel molestavan per zelo d' amore ,
Del prender donna per fargli contenti;
Per non restar post lui senza signore ,
Né lui mancasse senza discendenti;
E 'I giovin , che chiamato era Gualtieri
Nuli' attendeva circa tal mestieri.
Di prender moglie, odi lasciar post morte
Chi succedessi a lui non vi pensava ;
Per la qual cosa un giorno essend' in corte
Con molti , che ciascuno il molestava
Con vivace ragione e di pili sorte
Di donne degne si gli ragionava.
Talché Gualtieri a tutti ebbe risposto
Che di non prender donna era disposta.
40
Ed arguiva con belle ragioni
Si come savio in quanto a stare in pace ,
Perchè le donne son proprio demoni,
E teugon sempre 1' uomo in contumace.
Voi non avete ben lor cognizioni;
Tristo a rhi tal ragion non sia capace ,
Ch' al mondo non mi par maggior tormento
Quanto' è aver donna, e non esser contento.
Bench' io non credo ne sia nel migliaro
Un sol ch'adempia in tutto la sua voglia;
E se pur ve n' è un, non ne sia un paro
Che non si penta, o viva senza doglia;
Non sono il primo, e non sarò il derdaro.
Ma pure se volete, eh' io ne toglia,
Né voglio esser il proprio trovatore
Per dolermi di me s' io fo errore.
Da ora innanzi a tutti vi protesto
Che s' io la toglio , e sia qual esser sia ,
Per contentarvi solo io vero a questo ,
Benché tal cosa a me grata non sia,
Estimandola voi men che 1' onesto
Dimostrerovvi poi la doglia mia,
Qual penso vi sarebbe incomportabile
Essendo stato a tutti voi placabile.
11
A cui risposon tutti d' un volere :
Sicuramente e ad ogni correzione
Contenti siam di stare al tuo piacere,
Satisfacendo a nostra intenzione,
Che in verità ci par giusto dovere,
Che_^ci dia questa consolazione,
Disse Gualtier: voi m'avete convinto
A farmi intrare in scuro laberinto.
Or oltra i' vo tor donna non per vendermi,
Com' i' veggo che fa la gente ignota ;
Così facendo io potrò difendermi ,
Che farmi servo di bestia per dota ,
A ciò che altri non abbia a riprendermi
Purché fortuna in ben giri suo ruota
In modo che essendo in stato giocondo
Non mi sotterri vivo nel profondo.
Cosi pose silenzio a questa cosa.
Avendo nella mente sua proposto
Qual dovessi esser sua unica sposa ,
Poiché pur di legarsi era disposto;
La qual era gentil , fresca , e graziosa ,
Né da Saluzzo molto era discosto
In una villa; benché poverissima
Fosse, naturalmente era bellissima.
k
i-2
Più volte già Gualtier 1' avea veduta
Cacciando appresso dove stava quella,
Che sommamente a lui era piaciuta,
Bench' ella fosse in povera gonnella.
In nella mente se 1' avea tenuta ,
Perchè guardava alcuna pecorella ;
Non gli parendo affabile al suo stato
Però teneva tal amor celato.
Senza lascivia alcuna, inganno, o frodo.
Si che nessun non la pigli altrimenti.
Or sendo per rinchiudersi nel nodo ,
Per fuggir de' rimproveri i tormenti
Di tor costei dispose, e messe in sodo.
Non estimando dota né parenti ,
E pel padre di lei mandò in effetto
Il qual venuto , Gualtier gli ebbe detto
In sostanza V effetto brevemente
Se gli volea per donna dar la figlia;
Giannucolo suo padre gliel consente
Piacevolmente , e con allegre ciglia.
Disse Gualtier, non ne parlar niente
Di ciò a nessun di tua o mia famiglia :
Poi la impalmarne e dettersi la fede ;
Giannucol n' ha tal voglia , che noi crede.
43
E partito che fu di poi Gualtieri
Mandò per tutti i suoi bénivolenti ,
Gentilotti , signori e cavalieri.
Un giorno essendo tutti a lui presenti
Propose lor eh' avea fermo il pensieri
Del prender donna per fargli contenti ,
Con questo che in sostanza gli attenessino
Quel che di fermo tutti gli promessino ;
Cioè: qualunque e' togliesse per donna
Da ciascun fossi per donna stimata
E riverita si come madonna,
Da tutti, e cosi fossi reputata;
E lui di loro il perno e la colonna
Promettendo , cosi 1' avea trovata ,
E se cotesto ciaschedun rettifica ,
Ordinava di far festa magnifica.
Cosi da lutti promesso e giurato
Gli fu , e da Gualtier preson licenzia ,
E fu il magno palazzo preparato
Con gran trionfo e gran raagnificenzia ,
E per tutta la terra in ciascun lato
Ognun facea secondo sua potenzia
Per onorar la sposa e i forestieri ,
Che le nozze estimava di Gualtieri.
li
E Gualtieri alle nozze fé invitare
Parenti , amici , e molti circostanti ,
E molte ricche vesti fé tagliare
A prova d' una e' ha tutti i sembianti
Di Griselda, e per lei volendo andare
Ordinò giocolar! , suoni , e canti ,
Non come andar per figlia d' un bifolco,
Ma come fosse regina di Coleo.
E la mattina eh' era diputata ,
Che si doveva per la sposa andare,
Non che sapessen dove la brigata ,
Quei che dovean Gualtieri accompagnare
Con una ricca, e magna cavalcata
Al palazzo il Signor girno a trovare
Circa r ora di terza ; e quello in punto
Si fu a cavai come ciascun fu giunto.
Avendo ben provvisto ad ogni cosa,
Che fa bisogno da poter vestilla
Qual si richiede ad una degna sposa,
E cavalcando giunsono alla villa
Dove stava Griselda, quella rosa;
Chi suona e canta, e chi trombette squilla,
Gionti alla casa in cima d' un poggetto
Gualtier vide Griselda con 1' orcetto
15
Pien d' acqua in testa , che tornava in fretta
Dalla fontana per gire a vedere
Con altre donne dì quella villetta
Venir la sposa con sommo piacere ,
Non credendo esser lei la poveretta.
Sendo disceso da cavai Gualtiere
Chiamò Griselda: ov' è tuo padre? disse;
In quello giunse, e innanzi al sìr si misse.
Gualtieri il prese allora per la mano ,
E da parte il menò dopo il saluto
Dalla sua compagnia poco lontano ;
E disse sappi eh' i' sono or venuto
Per isposar Griselda: ma di piano
Vo' intender prima, e par che sia dovuto,
S' ella è contenta cedere a mie voglie ,
Né altramente la torrei per moglie.
E chiamata Griselda alla presenza
Del padre disse a lei cosi Gualtieri :
lo veggo chiaro e ho ferma credenza
Che tu non abbi indizio o alcun pensieri
Di mia venuta; e senza tua licenza
Imperfetto sarebbe tal mestieri :
Tuo padre per isposa mi ti dona ,
Se' tu contenta? dillo, o figlia buona.
Hi
Griselda timidetta e vergognosa
Divenne qual per Febo 1' orizzonte,
E disse: al padre mio nessuna cosa
Posso disdire: e chinava la fronte
Se così piace a lui , tua indegna sposa
Sarò, e lasserò l'armento e '1 monte
E '1 proprio genitore, e modo e spoglia
Perchè satisfar possa alla tua voglia.
Disse Gualtieri : in prima eh' io ti leghi,
Griselda intendi , e' ti convien disporre
Che ad ogni mio voler tua voglia pieghi,
E in cosa alcuna mai non mi t' opporre ,
E s' ei convien , che mai cosa mi nieghi
Fa stima di potert' ire a riporre ;
Se ti conturbi (3) d' alcun mio volere
Avrai avuto il ben che debbi avere.
Se tu stimassi di fare altrimenti
Pensavi bene in prima che risponda.
Griselda co' suoi gesti riverenti
Disse: Signore, assai lieta e gioconda
Sarà mia vita pur eh' io ti contenti ,
Nò mai sarò d' obbedienza monda (i)
In qualunque tua voglia è mia credenza
Obbedir sempre; e fanne esperienza.
17
Gualtieri allor la prese per la mano ,
Presente a tutta la sua baronia
Menolla, e disse: non vi parrà strano
Quel eh' io farò; ciascun attento stia.
E '1 vestimento zotico , e villano
Trasse d' adesso a Griselda giulia ,
E nuda e scalza rimase presente
Di tutti quelli , umile e paziente
Per osservare quel che avca promesso
Al suo signor nel primo esperimento,
E cosi immediate avendo appresso
Gualtier da rivestirla, non fu lento,
Ed una ricca gonna le fu messo
Tessuta d'oro, di seta e d'argento,
E calzamenti singolari e begli;
E poi di sopra a' suoi biondi capegli
Fu posto una corona di fin oro
Di perle ornata, e gemme preziose,
Secondo 1' uso di quel tenitoro,
Che coronate ne mandan le spose.
Griselda essendo in mezzo di coloro
Stava sospesa in dubbio se tal cose
Erano in sogno , e da vergogna oppressa
Non le parea riconoscer so stessa.
18
Ciascun d' ammirazione era stupito ,
Griselda poiché fu di tutt' ornata ;
Gualtier tutto gioioso, lieto, e ardito
In cotal forma parlò alla brigata:
Ecco eh' i' ho contento 1' appetito ;
Quest' è colei e' ha essere sposata
Per me, sendo del par le nostre voglie;
Poi disse a lei : vuoi tu esser mìa moglie ?
Griselda vergognosa, e riverente
Rispose: Misser si, caro marito.
Gualtier chiamò Giannucolo al presente
Perch' e' tenessi alla sua figlia il dito,
Poi la sposò, e sopra un bel corrente
La fece porre, e lui fu risalito
Presto in arcione , se 1' autor non erra ,
E ritornò con la sposa alla terra.
Della qual se ne fé singoiar festa
Qual fussi figlia d' un Imperatore,
E lei benigna, graziosa, e onesta
Come savia gentil d'alma, e di core.
Non come stata in pastura o in foresta ,
Anzi nutrita in delizie maggiore;
Né già pareva Mida avara o pittima,
Ma proprio di Nathan figlia legittima.
19
In modo che da tutti i terrazzani
Uomini, e donne, grandi, o piccolini
Generalmente, gentili o villani,
E circonstanti lontani e vicini ,
Amata era da tutti, e dagli strani.
0 grazie date da spirti divini !
E molti già che Gualtier biasimavano
Quando la tolse, poi ne '1 commendavano
Per savio, avendo cosi conosciute
In quei poveri panni rusticani
Di Griselda 1' eccelse sue virtutc
Con tutti i sentimenti e gesti umani ;
Si che in laude di lei non eran mute
Le lingue, e non sol de' prossimani :
Né molto tempo con Gualtier fu stata
Griselda bella, che fu ingravidata.
E partorì al tempo una fanciulla.
Che nel volto parea un angioletto,
Gualtier più lieto fu che mai di nulla,
E ancora tutto il popolo in effetto.
Ma pochi giorni, che fu stata in culla,
Gualtier fé nella mente un suo concetto
Per veder di Griselda esperienza
Quanto stabile fosse in pazienza.
-20
Cosi essendo alcun giorni passali ,
Fingendo, se gli mostra assai dolente,
Dicendo : io sento e veggo conturbati
Tutti i sudditi miei ed ogni gente.
Poi che tu partoristi e" son mutati
D' opinione , il veggo chiaramente ,
E sento mormorar, che ciascun duolsi
Di me, che di sì vii nazion ti tolsi.,
Griselda inteso eh' ebbe il suo tenore,
Si strinse nelle spalle, e poi rispose:
,Caro marito mio, degno signore,
Io son parata a tutte quelle cose,
Che tu dispon di me; dov'è il tuo amore
In quelle sia; e non mi fien noiose.
Ben mi conosco piìi eh' altra vilissima
Posta da te in tal grado indegnissima.
Gualtier di tal risposta nel suo core
Fu molto lieto , benché noi dimostri.
Da indi a pochi giorni piti dolore
Finge d'aver, perchè costei pur giostri
Con aspre insidie , e dice : il mio errore
Dimostro m' è or da sudditi nostri ,
Poiché questa mia figlia di te nacque
Di tua progenie, credi, a nessun piacque.
9A
E partissi da lei con turbo ciglio;
Per provarla con più crudeli sproni ,
Mandolle ammaestrato un suo famiglio,
Qua! giunto, disse: i' prego mi perdoni,
Madonna, il Signor dice che di piglio
Dia alla figlia: né altro ragioni;
E eh' io dovessi... e non finì di dire
Più là, se non che roi farla morire.
Griselda inteso il servo , presto pose
La figlia in braccio a quello , e lieta disse :
Fa quanto il tuo e '1 mio Signor t' impose.
Prima baciolla , e poi la benedisse;
E pur teneramente a quello espose.
Potendo , d' una grazia la servisse ,
Che non la lasci agli uccelli o alle fiere ,
Se già non gliel comanda il suo messere.
Partito il servo; e quella paziente
Nel cor si duole, e in volto non si muta,
Se non che a Dio diceva con la mente :
Tu me la desti, e io te l'ho renduta.
Gualtier, dal servo inteso il convenente,
A Bologna il mandò senza saputa
Con essa ad un parente suo ristretto ,
Che la nutrichi secreta e in effetto.
±1
E custodiscbi , quella avendo vita ,
In massime virtù con gentilezza.
Da poi appresso Griselda gradita
Fu gravida, e portò ben tal grossezza:
E finalmente e' 1' ebbe partorita
La creirtura di. somma bellezza.
Cioè un figliuol maschio, che narciso
Non fu si bel quanto costui nel viso.
Del qual ebbe Gualtier somma allegrezza:
Ma non contento alle passate doglie,
Pensò di punger con maggior asprezza
Che prima aveva, la povera Moglie.
E com' ella dal parto si divezza
Quel figlio come la figlia le toglie,
Né altrimenti, e per quel proprio messo
Mandò a Bologna , ove i' dissi addesso. (5)
Visto Gualtier eh' al primo ed al secondo
Figlio, Griselda non si perturbava, •
Deliberò voler toccar il fondo ,
E nel secreto si meravigliava ,
Reputando che altra donna al mondo
Simil non fusse, e in ciò ch'ella provava,
Benigna, savia, onesta, e obbediente,
Pia , cortese , grata , e paziente.
48
Per pungerla di nuovo , e darle a intendere ,
Che ogni cosa avea fatto a buon fine ,
Per potersi da' sudditi difendere,
Che ognor sentiva seminar di spine,
Poich' ella parturi , che gran contendere
Era in fra lor, che di vii contadine
Succedesse nel stato a lui post morte ,
Né volean per Signor villano in Corte.
Griselda tutta benigna, e graziosa,
Sempre d' un modo lieta , e riverente
L'ascoltò, e rispose timorosa:
Pensa di satisfar alla tua mente,
E di me non pensar, che niuna cosa
Cara mi sia pel futuro o presente ,
Se non quel eh' io presumo, che a te piaccia,
Né altra la mia mente brama, o traccia.
Gualtier si meraviglia ognor più forte
Della prudenza che trova in costei ;
Ma per tutta la terra ed anche in Corte
Era biasmato de' suoi modi rei.
Credendo ognun che dato avesse morte
Ai duo figli che nati eran di lei ,
E molte gentildonne eran venute
Pili volte a visitarla , e condolute
S' cran con lei di tanta crudeifade
Ch' aveva usata ne' figli il signore.
Griselda sempre con benignitade,
A tutte rispondeva d' un tenore :
S'egli è piacciuto a lui, non accade
A me , né debbo farne alcun rumore :
E mi fece il protesto innanzi , ed io
Bramo di satisfare al suo desio.
Si che ogni cosa eh' e' fa è ben fatta ,
E ciò che piace a lui mi dee piacere ,
E facendo altrimenti io sarei matta :
La donna debbe quel che 1' uom volere.
E con simil parole ognora adatta
Le sue risposte , ed onora Gualtiere
Si come savia: e più volte ho udito,
Donna obbediente è corona al marito.
Ma non si trovan più queste corone ,
Oggi non se ne vede a uomo in testa ;
Anzi par che gli tenghino in prigione (6Ì
Ciascuna il suo marito sì molesta,
E in ogni cosa se gli contrappone :
Né fu, né fia Griselda se non questa;
E questa per ciascun che la conobbe
Fu riputata al mondo un nuovo Giobbe.
25
E per tutta la terra, e pel suo regno
Amata era da tutte le persone ,
Per sua benignità, virtude, e ingegno,
E tutti avean di lei compassione,
Reputando Gualtier crudele e indegno ,
Di tanto ben eh' avea centra ragione ,
Il qual come pensato avea , piìi tempo
Lasciò passar, poi la riponse (7) a tempo.
Volendo fardi lei 1' ultima prova,
Sendo passati circa a tredici anni ,
Cominciò a dir con ognuno che trova ,
C ha disposto di uscir di questi affanni ,
E vuol trattar di prender donna nuova,
E Griselda si torni ne' suoi panni.
Poiché conosce il giovanile errore.
Che fé' di tor tal donna per amoro.
Della qual cosa da giovani, e vecchi
N' era molto ripreso e biasimato ,
E non pure una volta, ma parecchi
Avea di questo in piii luoghi parlato;
Tanto che venne a Griselda agli orecchi
Come Gualtieri avea deliberato
Con la dispensa sciorre il parentado ,
Per aver donna d' alto pregio e grado.
Griselda , benché assai duro le pare ,
Pur paziente 1' animo dispose ,
Poiché fortuna ancor la vuol provare ,
Sopportar questa come 1' altre cose,
E di doversi al padre ritornare;
Ma sopra tutte le doglie angosciose
Gli era , che non potea trovar riposo ,
Oh' un' altra egual di lei ami il suo sposo.
Non le dolca lassar pompe e ricchezze ,
Né gemme ancora o 1' onorate veste ,
Né le dolca di sue delicatezze
Tornarsi alle pasture o alle foreste ,
Né le doleva il viver in asprezze,
Né altre cose al cor le eran moleste ,
Quanto che un' altra il suo caro signore
Godesse, al qual portava tanto amore.
Ma pure occultamente nel suo petto
Se lo teneva, bench' ognor vi pensa,
Sempre gioiosa, e con benigno aspetto
E lieta in sala, in zambra, a letto e a mensa.
Gualtier un giorno tìnse eh' un valetto
Da Roma torni, e porti la dispensa,
E smontato al palazzo quel corrieri
Die il privilegio bollato a Gualtieri ,
^27
Il qual fatto vedere a più persone
Griselda alla dispensa fé chiamare ,
E disse: o donna per concessione
Dal Papa avuta, i' ti posso lassare,
E tome un' altra a mia consolazione ,
Si che a tua posta te ne puoi andare.
Griselda alquanto pallida divenne,
Né senz' affanno le lagrime tenne.
Gualtier suggiunse : i miei sudditi celano
A te, di poi a me lor alma accusano;
Chi qua, chi là, discosto abbaia, o belano,
Perchè a casa mia tai cose s' usano.
Con simil gesti il capo ognor mi pelano,
E in tal maniera te forte ricusano ,
In modo eh' io mi sento nel cor frangere ;
Orsìi, or vanne, e più noli me tangere.
Con quella propria dota che mi desti ,
E presente costor ti do licenza.
Griselda allor con suoi benigni gesti,
Disse: Signor, la mia poca prudenza
Conobbe sempre poi che tu m' avesti ,
Ch' io non mi conveniva a tua eccellenza ;
Quel bene e queir onore eh' io ho avuto ,
Come prestato 1' ho sempre tenuto
'2«
Da Dio, e poi da te; or se tu '1 vuoi
Se cosi piace a te mi dee piacere
Per compiacerti, ed a' sudditi tuoi,
Né altro debbo far eh' il tuo volere.
Ecco il tuo anel. Signor; prendilo poi
Che così vuoi, che n'hai giusto potere;
Tu di, che quella dota eh' io ti detti
Quella ne porti , né più altro aspetti.
Io son parata al tuo volere, e presto.
Se mi ricordo ben m' aveste nuda ,
E se '1 ti pare, o mio signore, onesto,
Ch' io ne vada cosi , la cosa è cruda.
Pensavi bene , e poi giudica questo :
Io son pur stata tua speranza e druda; {S\
Vuoi tu però che sia nudo veduto
Quel corpo, dal qual hai due figli avuto?
Tu sai che son di tua generitade;
Pur s' a te piace, i' me n'andrò di corto,
Ma in premio della mia virginitade
Qual t' arrecai , e or non ne la porto ,
Ti dimando per Dio in caritade
Una sola camicia, intendi scorto,
Per sopra dota;.... e con graziosa faccia
Pregando!, facea croce delle braccia.
-29
Né poteva Gualtier quasi tenere
Per tenerezza le lagrime drente,
E pur turbato voleva parere ,
E disse: la camicia i' ti consento.
Ciascun che v'era diceva: Messere
Di donarle una vesta sia contento;
Vuoi tu però che la tua propria donna
T'esca di casa scalza, e senza gonna'.'
Ma furon sparsi al vento i prieghi ognora
Si che in camicia e scalza al parer mio,
E senza nulla in testa sendo allora ,
Partissi, avendo detto a tutti addio.
Al suo povero ovil senza dimora
Tornossi , e al padre con pronto desio ,
Ad attender a quel che in pria avea cura
Con le sue pecorelle alla pastura.
Giannucol sempre con questo pensiero
S' era vissuto soletto quegli anni ,
Non gli parendo poter esser vero
Che la tenessi, e serbavale i panni;
I quai si mise , e riprese il mestiero ,
Che far soleva , paziente ai danni
Di tanti beni eh' ella avea perduti ,
Dicendo : il Signor mio gli ha rivoluti.
30
E con questo sì dava pace e pago ,
E Gualtier finse nuovo parentado
Fatto da poi col conte da Panago,
Qua! era un gentil sangue e d' alto grado ;
E di far belle nozze essendo vago
Per Griselda mandò là nel contado ,
La quale immediate fu venuta :
Disse Gualtier: hai tui la nuova avuta?
Si che per onorar la nuovA sposa ,
Tu sai che in casa mia donne non sono :
Tu che sai '1 modo, e dov'è ogni cosa,
Che tu pari e provvedi sarà buono.
Senz' alcun' intervallo o prender posa
Invita quelle donne, che ci sono
Piii convenienti a ciò; ed ogni donna
Ricevi , qual tu fossi la madonna.
Fatte le nozze a casa puoi tornare;
Or sii veloce e presta come uccello.
Griselda cominciò ad ordinare,
Benché nel core un pungente coltello
Le fosse di Gualtier il suo parlare,
Che pur ferventemente amava quello ,
E messe in punto, e fece tutte qnante
Le cose, come fosse una vii fante;
31
E cosi fatte le donne invitare ,
Ed alle nozze 1' ebbe ricevute.
Gualtier che i figli avea fatti allevare
In gran delizie , ornati di virtute
Dal conte da Panago, fé mostrare
Com' in Bologna per lettere avute ,
Che quella figlia si bella e pregiata
Al Marchese Gualtier sia maritata.
E con ornata e degna compagnia
A Saluzzo menò lei e il fratello,
Dove con gran trionfo e leggiadria
Fu ricevuto chiunque era con elio.
Quando la sposa in sala comparia
Griselda incontro andò con modo bello,
Con lieta faccia , e con sua trista gonna :
Ben sia venuta, disse, la madonna.
E con grate parole indi partisse
Sollecita ad alcuna sua faccenda,
Di poi par che ciascuno a mensa gisse:
Poi quando a ragionar par che s' attenda ,
Gualtier chiamò Griselda, e si le disse:
Che te ne pare? Ella molto commenda
11 degno cambio , e dice : buon per quella
S' ella fia savia, quanto è onesta e bella.
Ma per amor di lei vi vo' pregare,
Signor, che non le diate tai punture
Qual desti all'altra, perchè sopportare
>'on credo le potesse tanto dure.
Gualtier rinteneri quel suo parlare ,
Gustando le parole savie e pure ,
E la costanzia siia gli par sapere ,
E fella a lato a sé porre a sedere.
Dicendo : ormai è tempo che il buon frutto
Della tua lunga pazienza gusti,
Griselda mia io t' ho provata in tutto ,
E come io desiava sempre fusti ;
Or son contento e disposto al postutto
Rimunerarti degli affanni ingiusti,
E renderti in un punto senza inganni
Lo stato, i figli, il marito, e i tuoi panni.
Questi sono i tuoi figli ch'io ti tolsi,
Or le li rendo, e me con esso loro,
Se tolto mi t' avevo ancora i' volsi
Provare in tutto il tuo almo decoro;
Or ti vo' rilegar , se pria ti sciolsi ,
Alla presenzia di tutti costoro ;
Che certo piii eh' altr' uom posso vantarmi
Di savia donna avere, e contentarmi.
33
E detto questo, le rimisse in dito
Quel proprio anel ch'ella gli !<vea renriuto,
Lacrimava ciascun ch'era al convito
Per tenerezza di quel e' han saputo.
Le donne tolsen Griselda al marito,
E rivestirla com'era dovuto ,
La qual i tìgli suoi' con tenerezza
Abbraccia, e bacia, e piange d'allegrezza.
E baciavasi ognun per la letizia ,
(Cosi vi fosse stato chi direi)
Svi vi si dette alcun bacio a malizia
Questo noi so, e non lo giurerei.
Fatto il convito restò l'amicizia,
E '1 parentado , lieto ognun per lei ,
Reputandola savia, anzi saviissima ,
Pili ch'altra donna , e d'ogni ben degnissima.
Griselda, per esemplo ogni altra miriti,
Benché ciascuna all' opposito varia.
Che la tua umiltà si in alto tiriti ,
E ben merlasti il cielo, nonché l'aria;
Per te si vede, che di degni spiriti
Tra poveri ne nasce , e per contraria
Sorte tra le delizie i Donni a zufoli ,
Da guardar capre e buoi , e porci, e bufoli
3
34
Cosi per dare alla nobile istoria
Fin di Griselda umile, savia, e onesta,
Pudiche donne , tenete a memoria
La gran costanzia ed nmiltk di questa,
La qual v' è stata corona di gloria
Per la fama immortai che a voi ne resta;
Però chi ha donna savia , e continente
La tenga cara, e siane conoscente.
Or questo basti , e qui l' istoria termini ,
Né nessun voglia sua donna percotere
Con tali esperimenti, perchè a termini
Non istarebbe, e farebbesi scuotere
Da tali il pelliccion , che meglio il termini
Forse le trovarebber nel riscuotere,
E a tutti non seguiranno i pensieri
Come che fenno al marchese Gualtieri.
DAPIS ALIGHERII CANTILENA
Voglioso e vago a novellar d'amore,
Ragion mi move , e però dire intendo ,
(Per quanto ch'io comprendo
Nell'intelletto mio) di sua possanza
E di sua grazia e del forte vigore
Del chiaro fuoco ond' io la mente accendo ,
Desiando e seguendo ,
A mio poter, la traccia di speranza.
E come cresce il foco , e quanto avanza
La gloria nostra, che ne par si tarda,
Quando pur che '1 cuor arda ;
Per li dolci sospir, correndo al quando,
Perseveranza è contenta amando.
36
Gira una spera (9), nel terzo volume (10)
De' beni eterni del superno mondo ,
Qual un piacer giocondo
Nel cospetto di Dio da sé presenta.
Volgesi intorno e discende suo lume
A nostra essenza in questo cieco fondo,
A suo voler profondo
0 quanto in voi ragion prenda e consenta.
Di ciò convien eh' ogni creato senta
E più e men , com'io di sopra scrivo.
Questo piacer si vivo
Ha cotal forza, con quel per cui s'ama.
Recalo Ovidio in forma , ed amor chiama.
Questo amor di cui parlo , questo bene ,
Muover vid'io e scender dal suo cielo
Armato e senza velo.
Con uno strale in man con punta d' oro.
Viderai solo, e come alcun convene
Pensoso alquanto star per alcun zelo ,
Con un singular gelo
Come uom eh' è fuor d' amoroso lavoro.
Atto era il tempo , ed io , come coloro
Che pochi giorni han corso di lor vita ,
Non mai avea sentita
Percossa come questa , che ritrare
Dal gel mi fece e condusse ad amare.
37
Con questo strale ed al ferire isnello ,
Come li piacque Amor m' aperse il petto;
E dentro all'intelletto,
Per mezzo il cuor quella saetta pinse ,
La qual li accese un lume chiaro e bello ,
Si eh' io sentii di furor venir diletto
Tal , che volse '1 concetto
Al disiato ben che poi mi vinse:
Et una donna vidi (e mi respinse
Amor con la sua man dentro dall'anima)
Bella tanto e magnanima ,
Che nulla piìi , per quel ch'io dal ver sento;
Questa mi uccise e poi mi fé contento.
Così sorpreso e cosi innamorato ,
Piii lune corse de' vaghi sospiri
Al fin de' miei martiri,
Chiamando per aiuto Amore e Dio
E Caterina ed Antonio beato,
Nel qual convien eh' io più divoto miri (11),
Però oh' a' miei dìsiri
Son stati buoni ad ogni priego mio.
Per man di quel signor che mi ferio,
Fili nel giorno santo d'Ognissanti
Condotto ai lochi santi ,
Dove mia donna ed io ne compiacemmo
Si , che di dui voler un voler femmo.
38
Canzon , come tu sei , vatten parlando
D'amore e di sua forza e di sua grazia;
E s'io non t'ho ben sazia,
Scusami tu ch'ai don manca la chiave:
Poi ringrazia colui che tanto m'have
Contento, come io scrivo, e poi va via;
E per qualunche via
Trovi uom sorpreso del piacer d'amore,
Diraili che l' ardore
Ch' ei sente , è pace , e poi eh' al fin si viene.
Mai non provossi un sì perfetto bene (12).
IVO TE
(1) Cioè nel Supplemento delle Croniche di Filippo
da Bergamo. Vedi Manni , illustrai, del Decam. pag.
603.
(3) Altr. ed. Se mi conturbi.
(4) Altr. ed. d' obbedienza immonda.
(5) Altr. ed. MandoUo come e dove dissi adesso.
(6) Altr. ed. le tenghino a pigione.
(7) Altr. ed. la riprese.
(8) Altr. ed. Io son pur suta tua non belza, e druda.
(9) Venere.
(10) Terzo cielo.
(H) Di qui può argomentarsi che questa Canzone,
attribuita a Dante, sia di tale che avesse nome Antonio.
Se fosse meno eulta di hngua e di stile, potrebbe cre-
dersi di Antonio Beccari da Ferrara.
(12) Il ras. legge : Mai non si provò un sì perfetto
bene.
— s-G^)*^«3i&%<e«^K — •
Commento di Ser Agresto da Ficaruolo
sopra la prima ficaia del Padre Siceo. Edi-
zione di soli 202 esemplari per ordine nu-
merati: di Pag. 216 — Fr. 5.
Dodici Conti Morali d'Anonimo Senese ,
testo inedito del Secolo XIII. Edizione
di 202 esemplari: di Pag. XVI.— 152 —
Fr. 4.
La Lusignacca, Novella inedita scritta
nel buon secolo della lingua italiana.
Edizione di soli -42 esemplari numerati:
di Pag. 32 — Fr. 2 (esaurito).
Dottrina dello Schiavo di Bari, secondo
la lezione di tre antichi Testi a penna. Edi-
zione di soli 52 esemplari : di Pag. 24 —
Fr. 4. 50 (esaurito).
Il Passio 0 Vangelo di Nicodemo, volga-
rizzato nel buon secolo della lingua, e non
mai fin qui stampato. Edizione di soli 202
esemplari numerati: di Pag. Vili. — 52 —
Fr. 2. 50.
Sermone di S. Bernardino da Siena sulle
soccite di bestiami, volgarizzato nel Seco-
lo XV, e non mai fin qui stampato. Edi-
zione di soli 202 esemplari numerati : di
Pag. 40 ^Fr. 1. 50.
Storia d'una Crudele Matrigna, ove si
narrano piacevoli Novelle. Edizione di soli
202 esemplari numerati: di Pag. G8 —
Fr. 2. 50.
Il lamento della Beata Vergine Maria e le
allegrezze , in lima secondo antichi codici
manoscrilti. Ediz. di soli 102 esemplari nu-
merati: di 'Pag. 24 — Fr. 1. 50 (esaurito).
Il Libro della Vita Contemplativa , saggio
di un volgarizzamento del sec. XIV. messo
per la prima volta in luce. Ediz. di soli 202
esemplari numerati: di Pag. 30.
Brieve meditazione dei Benefìcii di Dio,
per Agnolo Torini da Firenze, testo inedito
del buon secolo della lingua. Ediz. di soli
202 esemplari per oidine numerati : di Pag.
56 — Fr. 2.
La Vita di Romolo, volgarizzata da M."""
Donato da Pra(,ovecchio, col testo latino
a fronte. Ediz. di soli 202 esemplari per
ordine numerati: di Pag. 56 — Fr. -2.
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